“..Nonostante tutto..”

Certe volte è meglio perdersi che trovarsi…Certe volte è meglio respingersi piuttosto che avvicinarsi…

Certe volte è meglio sparire che essere trovati…

Credo che la vita, così come noi la stiamo vivendo, pienamente, sia uno spettacolo. Ma non, come diceva qualcuno, “spettacolo di cui non si paga il biglietto”. Io credo che sia tutto l’opposto. Se vuoi assistere, se vuoi partecipare, se vuoi viverlo quello spettacolo devi pagare il biglietto. Non sempre siamo consapevoli di questo, anche perché talvolta è la vita stessa che ci impone un prezzo. 

Per vivere, vivere davvero, bisogna un po’ morire..

Per gustarla, la vita, bisogna assaporarla fino all’ultimo granello… 

Per assaporarla sul serio, però, bisogna saperne accettare anche il retrogusto amarognolo che talvolta rimane in bocca lasciandoci insoddisfatti.. .

E cosi funziona l’Amore..

Bisogna scontrarsi..

Bisogna tenersi testa..

Bisogna litigare..

Bisogna combattere.. 

Bisogna ridere, scherzare, gioire..

Bisogna amarsi infinitamente NONOSTANTE tutto. 

Forse è proprio questo il concetto..

quando ami qualcuno non esistono ostacoli, esistono solo soluzioni..
“Quei due erano un continuo litigare.

Un continuo tenersi testa. 

Si scannavano senza mai risparmiarsi.

Si distruggevano a vicenda.

Ma si amavano, si amavano tanto.

Erano strani quei due, si, a vederli sembravano pazzi.

Di pazzia ne avevano tanta infatti.

Così tanta da odiarsi.

L’eterna lotta tra odio e amore. 

Parole fatte di odio e occhi, cuore ed anima stracolmi d’amore. 

Erano tipo: ‘non ti voglio, ma se te ne vai vengo con te’.”

“È probabile che l’improbabile accada”          ~ Aristotele ~


Questa nazione è stata costruita da uomini che hanno preso dei rischi – pionieri che non avevano paura del deserto, uomini d’affari che non avevano paura del fallimento, scienziati che non avevano paura della verità, pensatori che non avevano paura del progresso, sognatori che non avevano paura dell’azione.

 (Brooks Atkinson)

La verità è che ormai queste grandi personalità sono in via d’estinzione. Ormai chi rischia più? Chi combatte per i propri sogni? Chi lotta per raggiungere i propri obbiettivi? 

La società è cambiata.. se una volta “credere” nelle proprie possibilità era l’unica cosa possibile… ora invece è l’unica cosa da evitare. Viviamo in una società che trova le sue fondamenta radicate nell’utilità . Se non è utile allora non è importante. 

Viviamo in una società spenta, vuota. Nessuno, per paura, esprime i propri pensieri, i propri pareri, la propria personalità. Bisogna omologarsi. Bisogna essere tutti uguali. Bisogna confondersi. 

Niente di più sbagliato.

Ognuno di noi è diverso. Ha una sua personalità ed un suo modo di pensare unico ed inimitabile. 

Allora, perché non mostrarlo? La diversità fa di noi una serie limitata. Ci permette di distinguerci. Ci permette di creare. Sperimentare. Diventare “altro”. Essere fuori dal comune. 

Andiamo dunque contro l’omologazione, che non fa altro che cancellare ciò che noi realmente siamo. Lottiamo per raggiungere i nostri sogni. Rischiamo. 

Il rischio è indice di azzardo. Non tutti siamo capaci di attuarlo. Allo stesso modo però dovremmo. Perché nonostante la minima percentuale di sconfitta, la probabilità di cambiare la nostra vita, di renderla diversa, di plasmarla a modo nostro è altissima. 

Bisogna provarci. “Crederci” è la chiave di tutto. Dunque tentiamo. Gettiamo noi stessi in un abisso sconosciuto che ci condurrà a grandi risultati e allontaniamo l’incertezza che ormai ci appartiene per avvicinarci sempre più a ciò in cui crediamo. 

“Eppure bisogna crederci -le dissi- Se non credi in qualcosa, non vivi”

~ Cesare Pavese ~ 


Tu sei la tua felicità. Non dimenticarlo.

Non lasciare mai che la tua felicità ed il tuo umore dipendano da qualcun altro. Tu basti a te stesso. Tu puoi renderti felice. Tu puoi fare di ogni secondo, di ogni attimo che appartiene al tuo tempo ciò che vuoi. Siamo convinti, e lo siamo stati sempre, che da soli non si va da nessuna parte. Proprio questo è sbagliato. È sbagliato pensare che la felicità non dipenda da noi, perché noi siamo la nostra felicità. Siamo il nostro ottimismo, la nostra allegria, il nostro entusiasmo, la nostra consapevolezza, la nostra forza. Nessuno può sminuire o esaltare tutto ciò. Siamo forti a modo nostro, senza alcun aiuto. È difficile capirlo ed entrare nell’ottica dell’amore per noi stessi. Non si parla di narcisismo bensì di serenità. Siamo più sereni quando siamo in pace con noi stessi, quando nulla ci tocca di ciò che ci circonda, quando abbiamo le nostre soddisfazioni e non dobbiamo dire grazie a nessuno se non a noi stessi. L’amore nasce nel momento in cui due persone, complete, riescono perfettamente a ingranare un percorso parallelo che procede senza soste lungo un percorso comune. Prima bisogna essere felici e sereni a modo nostro, solo così riusciremo poi ad accogliere qualcuno nel nostro piccolo viaggio di vita. 

Tutto ciò in cui credere.

Penso che bisogna amare, e che bisogna dirselo. Penso che a volte, cioè sempre, bisogna cogliere l’attimo, bisogna coltivare le amicizie, bisogna coglierne i frutti, bisogna dare e ricevere affetto. Penso che il tempo sia limitato, e che sia difficile tornare indietro perché indietro, trascorso il tempo, non si può più tornare. Penso che bisogna lasciare alle spalle ciò che non ci appartiene più, nonostante ci abbia provocato emozioni irripetibili e sofferenze incolmabili. Penso che bisognerebbe vivere la vita senza pensieri, ma purtroppo non siamo animali, non siamo esseri astratti, siamo persone e le persone riflettono. Penso che a volte i pensieri ci complichino le situazioni. Penso che non bisognerebbe scegliere, non credo sia strettamente necessario. Bisognerebbe agire per istinto, perché di solito, almeno quello, non sbaglia mai. Penso al cielo, alle stelle, al modo in cui risultano splendide ai nostri occhi senza compiere alcuna azione e a come le contempliamo immobili. Penso che ogni tanto bisognerebbe essere felici, solo che la felicità in realtà non esiste, perché dopotutto, come pensava Leopardi, è solo assenza di sofferenze e dolore. Credo che si possa inventare, che basti un sorriso per migliorare la giornata, un foglio bianco su cui scrivere, a volte basta solo parlare, a volte neanche quello, a volte basta guardarsi e capirsi. Niente è necessario, nulla è impossibile, l’amore esiste, la felicità anche, solo se crediamo che lo siano veramente. Perché complicarsi la vita? Dopotutto basta semplicemente viverla,no?

Tutti abbiamo bisogno della memoria. Tiene il lupo dell’insignificanza fuori dalla porta.(Saul Bellow)

Abbi cura dei tuoi ricordi perché non puoi viverli di nuovo.
(Bob Dylan)

Ma ci pensate? Cosa saremmo noi senza i nostri ricordi? Immaginiamo per un attimo di dimenticare il vissuto fino ad ora. Credo sia una delle cose più brutte che possano capitare all’uomo… eppure a volte capita.. e purtroppo non dipende da noi. 

Dopotutto basta riflettere un po’ a riguardo.. per capire quanto la vita dell’uomo dipenda dalla sua memoria. Ci facciamo coinvolgere dal nostro passato,sempre. E se un giorno, all’improvviso, dimenticassimo tutto? Non sarebbe di certo facile ricostruire ogni attimo. Eh si, la nostra vita si compone di piccoli attimi infinitesimali che la rendono unica e nostra. Attimi che si ricordano perché importanti. Ogni attimo è importante. Ogni attimo è un mattone che serve alla costruzione di noi stessi. Siamo fatti di ricordi. Siamo fatti di momenti. Cosa sarebbe la nostra vita senza ricordi? Ma soprattutto cosa saremmo noi? Nessuno. Dimenticare tutto significa dimenticare noi stessi, dimenticare le emozioni vissute, dimenticare la cultura che ci ha formati, le persone che abbiamo incontrato lungo il nostro percorso, le persone che ci hanno amate e ci amano ancora. Noi siamo fatti di tutto ciò. Noi siamo il tempo che abbiamo impiegato. E il tempo, si sa, non torna. Quindi teniamo cari i ricordi, teniamo cara la nostra memoria.. perché senza essa affogheremmo nel nulla.

La memoria è determinante. È determinante  perché io sono ricco di memorie e l’uomo che non ha memoria è un pover’uomo, perché essa dovrebbe arricchire la vita, dar diritto, far fare dei confronti, dar la possibilità di pensare ad errori o cose giuste fatte. Non si tratta di un esame di coscienza, ma di qualche cosa che va al di là, perché con la memoria si possono fare dei bilanci, delle considerazioni, delle scelte, perché credo che uno scrittore, un poeta, uno scienziato, un lettore, un agricoltore, un uomo, uno che non ha memoria è un pover’uomo. Non si tratta di ricordare la scadenza di una data, ma qualche cosa di più, che dà molto valore alla vita.

(Mario Rigoni Stern)

“Amore” è metterci il cuore. Sempre.

“Non siamo mai così indifesi verso la sofferenza come nel momento in cui amiamo” 

– Freud –

Amore. Cos’è l’amore? Perché continuiamo a cercare una definizione a questa emozione nel momento in cui in realtà dovremmo semplicemente viverla senza pensieri? Beh… forse non è così semplice come sembra…

Amare è difficile. Soprattutto quando facciamo ricadere il peso della nostra felicità nelle mani di un’altra persona. 

Le relazioni nascono perché ci si vuole bene. Diventiamo vulnerabili proprio quando affidiamo parte della nostra vita ad una persona che da estranea pian piano diventa complice della nostra esistenza sistemando per se un posticino accanto a noi. 

Perché si ama?

Non si spiega l’emozione. L’emozione si vive e basta.

Perché non si ama?

Perché si ha paura. Non è semplice dividere la vita con un estraneo a cui affidare la nostra felicità.

Perché si soffre?

I motivi sono vari. Le domande sono tante. Non credo ci siano esperti in amore tali da poter in qualche modo dare una risposta soddisfacente. Però qualcosa a riguardo si può dire. La sofferenza spesso nasce nel momento in cui una persona,estranea, inizia a far parte della nostra vita. Quando diventa presente. Quando l’assenza distrugge. Quando la mancanza pesa. Quando si ama troppo. Quando si ama troppo poco. Quando si hanno incomprensioni. Incomprensioni che talvolta diventano muri. Annebbiano la vista. Allontanano. Perché si soffre per un’emozione che dovrebbe solo portare gioia e dolcezza? Perché, anche quando mettiamo il cuore in tutto ciò che facciamo, non veniamo giustamente ricompensati? Perché poniamo dinanzi l’orgoglio e la paura? 

Questo è l’amore. L’amore è dubbio. L’amore è incertezza. L’amore è non sentirsi mai abbastanza. 

Soluzioni? No ne esistono. 

L’importante è metterci il cuore. Sempre. 

“La vita è troppo breve per sprecarla a realizzare i sogni degli altri”

Eccomi qua..seduta in prima classe su uno di quei tanti bus che da sempre accompagnano i miei viaggi. Ho tanta voglia di scrivere. Il tempo non manca ma non è mai abbastanza.. . Piove. Per l’ennesima volta piove. Non mi piace l’inverno, le giornate diventano grigie e lasciano spazio alla tristezza e ai pensieri. Non credo esistano soluzioni, se non intervenire d’urgenza rigettando ogni impressione su un foglio di carta. A volte la scrittura ci salva inconsapevolmente. La scrittura è arte e l’arte emoziona. Il bus continua la sua corsa. Regna il silenzio. Solo la pioggia costante picchietta sui vetri appannati. Non nascondo che mi piace. Mi rilassa. Mi calma. Non capita spesso. Ecco. Passa qualche minuto ed in men che non si dica un’auto accelera superandoci. E noi siamo ancora indietro. Questo episodio accende in me una grande curiosità. Fin da piccoli siamo da sempre stati abituati a prefissarci dei limiti da non superare e da raggiungere. Perché?. Credo che nessuno di voi se lo sia mai chiesto. Perché dobbiamo stare dietro quel limite, dietro quel muro? Perché dobbiamo porre un punto quando potremmo scrivere senza tagliare il nostro discorso. Siamo stati abituati a viaggiare come questo bus, lentamente, in sicurezza. Ma se d’improvviso cambiassimo idea? Se d’improvviso decidessimo di cambiar mezzo e vivere la vita sfrecciando su una strada senza limiti, senza timori, senza paura, godendo il momento e assaporando le emozioni, senza lasciarci scappare tante occasioni? Magari non riusciamo a rendercene conto ma è così. Non riusciamo a buttarci a capofitto. Non riusciamo a rischiare. Preferiamo la prudenza. Questa forza che ci frena e ci rende sicuri. Ma ci blocca. Ci impedisce di vivere la vita così piena come ci viene presentata. Non ci permette di raggiungere gli angoli, di assaporare ogni briciola, di superare noi stessi. È questo quello che dobbiamo fare. Superare noi stessi. E l’unico modo è non ponendosi dei limiti. Andando alla ricerca del “più”, di quel “più” che non basta mai. Non accontentiamoci di ciò che abbiamo. Godiamo di questo ma andiamo oltre. La vita è una. Abbracciamola con tutta la forza che abbiamo. Non lasciamoci vincere o superare. Vinciamo noi. Costruiamoci a modo nostro. Senza rimpianti e con tante occasioni da cogliere dinanzi al nostro percorso. 

“Lentamente muore

chi non capovolge il tavolo

quando è infelice sul lavoro,

chi non rischia la certezza per l’incertezza

per inseguire un sogno.”

(Pablo Neruda)