“…e quando stai solo, resti nessuno.”

L’idea che gli altri vedevano in me uno che non ero io quale mi conoscevo; uno che essi soltanto potevano conoscere guardandomi da fuori con occhi che non erano i miei e che mi davano un aspetto destinato a restarmi sempre estraneo, pur essendo in me, pur essendo il mio per loro (un “mio” dunque che non era per me!); una vita nella quale, pur essendo la mia per loro, io non potevo penetrare, quest’idea non mi diede più requie.”(Uno, nessuno e centomila)

Al solo, minuto, infinitesimale pensiero di poter essere giudicati dagli altri, i quali mostrano la nostra identità come fosse a noi estranea, diversa, distaccata da quella che in realtà è la nostra persona, noi entriamo in crisi. L’uomo, al giorno d’oggi, ha perso completamente il suo baricentro. L’uomo di oggi non sta più in piedi perché ha perso il suo equilibrio e la sua centralità. Un equilibrio che deriva dalla consapevolezza di essere lui, di essere se stesso. Chi siamo, oggi? Chi siamo stati? Chi saremo domani? Come ci vedono gli altri? 

Ecco…il problema è proprio questo. Nel momento in cui ci chiediamo come appariamo agli altri riusciamo perfettamente a dare una risposta.. perché in fondo ciascuno di noi comprende l’atteggiamento dimostrato dinanzi a certa gente e di conseguenza sa già quale identità ha preso in prestito per mostrarsi agli altri. 

“C’è una maschera per la famiglia, una per la società, una per il lavoro. E quando stai solo, resti nessuno.”

… Pirandello diceva:” quando stai solo, resti nessuno”. Quanta verità racchiusa in un’unica, piccola frase. È facile indossare maschere in base al contesto che la vita ci pone davanti. E così prendiamo in giro la realtà e gli altri. Ma quando siamo soli, quando siamo noi con noi stessi, sappiamo realmente chi siamo?riusciamo a prenderci in giro da soli. Riusciamo a scappare dalla nostra reale essenza. Fuggiamo da noi stessi e così facendo, senza accorgercene, non ci ritroviamo più. La vita ci pone davanti  a un milione, e forse anche più, di giudizi. Piuttosto che indossare maschere e abbandonare noi stessi per essere qualcuno che non siamo veramente, mostriamoci per quello che siamo. Saranno gli altri a giudicare. Ma questa volta sarà la nostra identità ad essere giudicata e non la nostra maschera. I giudizi esistono. E come tutti sappiamo non sono piacevoli da ascoltare. Ma almeno sono giudizi esterni che ci mostrano nuovi punti di vista in merito al nostro carattere e alla nostra identità. Solo così riusciremo realmente a capire chi siamo veramente. Guardando dentro di noi e scoprendo come gli altri ci vedono. Abbandoniamo quelle stupide maschere! Sono solo un’inutile corazza che non ci protegge affatto. Ci divora. Ci logora. Mostriamoci per ciò che siamo e scopriamo che caratteristiche ha realmente la nostra persona. Poniamoci di nuovo al centro. Ritroviamo il nostro equilibrio. D’altronde è proprio così che si intraprendono le strade.. ricominciando a camminare… 

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