Non esiste felicità senza consapevolezza💭

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“Adoro il fatto che tu abbia freddo quando fuori ci sono 25 gradi. Adoro il fatto che ci metti un’ora e mezzo per ordinare un panino. Adoro la piccola ruga che ti si forma sul naso quando mi guardi come se fossi matto. Adoro il fatto che dopo aver passato una giornata con te, possa ancora sentire il tuo profumo sui miei vestiti. E adoro il fatto che tu sia l’ultima persona con la quale voglio parlare prima di addormentarmi la notte. “🌙

Ci vuole carattere.

Ci vuole carattere per affrontare i problemi.

Ci vuole carattere per scegliere.

Ci vuole carattere per studiare e per essere se stessi.

Ci vuole carattere per impegnarsi.

Avere carattere è una qualità. Una fantastica qualità. Significa essere forti, essere sicuri.

Significa avere obbiettivi e non avere aspettative.

Significa non avere paura.

Per essere noi stessi dobbiamo avere carattere.

Bisogna farsi riconoscere. Bisogna farsi valere.

Per fare una scelta e lasciarne dietro un’altra ci vuole coraggio.

Ci vuole coraggio a rinunciare. È così difficile rinunciare.

Ed anche amare. Perché di tutti gli esseri presenti sul nostro pianeta, l’amore ci permette di sceglierne uno. Di affidargli la nostra fiducia, il nostro cuore ad occhi chiusi, semplicemente guidati da un istinto.

Per essere felici e dimenticare la tristezza ci vuole carattere.

Per inseguire i sogni e realizzare i desideri.

Per raggiungere uno scopo.

CI VUOLE CARATTERE.

Se non è importante questo, cosa lo è?

È da tanto che non scrivo. Mi mancano le parole. Bruciano i fatti.

Sai che ti dico? Non è vero che si scrive solo quando si è tristi perché ad essere felici gli attimi volano. Credo che la tristezza valga meno la pena di essere raccontata. Credo che bisognerebbe parlare più spesso della felicità, anche perché ormai di malinconia ne abbiamo piene le teste.

Bisognerebbe, nonostante ciò che ho appena detto, scrivere sempre.

Scrivere per amare.

Scrivere per piangere.

Scrivere per gioire.

Scrivere per arrabbiarsi.

Scrivere per passione.

Scrivere per noia.

Scrivere per scrivere.

Sempre.

C’è sempre un motivo per scrivere.

È tutta una grande metafora. Raccontiamo noi a noi stessi.

Se non è importante questo, cosa lo è?

La felicità. Come imparare ad amare se stessi.

Sai cosa penso? Che la felicità è un’idea semplice. Siamo noi a renderla così complessa.

Pensiamoci su.

Siamo noi che vogliamo affidare le nostre emozioni alle mani di qualcun altro.

Siamo noi, inconsapevoli delle nostre capacità, a voler trovare completezza in un’altra persona.

Noi possiamo essere felici. La felicità è già in noi. Semplicemente non lo sappiamo o lo scopriamo tardi.

La felicità dipende solo e unicamente da noi. Siamo noi a dover scoprire come siamo fatti, come dobbiamo migliorarci, come renderci conto di cosa ci rende tristi o estremamente gioiosi.

Tutto è nelle nostre mani. La felicità ha un peso. Un enorme peso. Non possiamo affidare questo enorme fardello nelle mani di uno sconosciuto che magari prende come gioco le nostre emozioni. Dobbiamo scoprire noi stessi. Solo quando riusciremo in questo intento saremo in grado di curarci di un’altra persona. L’amore è vero solo se gli individui non si completano. Bisogna già essere completi per divertirsi e per essere felici. Altrimenti in mancanza di questo la nostra vita sarà sempre estremamente triste. E senza qualcuno al nostro fianco ci sentiremmo sempre insoddisfatti e vuoti. Essendo invece consapevoli delle nostre capacità non solo saremo in grado di stupirci, ma allo stesso modo anche di sentirci artefici della nostra vita, imbattibili, indipendenti, ma con una persona accanto sempre pronta a credere in noi e a guardarci come nessuno ha fatto mai.

Tutto ciò che devi sapere è già dentro di te.

L’anima è la il regalo più grande che ci è stato donato. Sai perché? Perché è importante riuscire a sentire le emozioni, riuscire a percepire le sensazioni e le paure. Non tutti ci riescono. Solo le anime sensibili, che sono anche spesso le più tormentate. Ci sono anime fredde che passano sopra tutto, che non si accorgono di niente, che non reagiscono. Esistono anime che invece si soffermano, che non saltano nel vuoto, ci sono anime spaventate, impaurite. A volte credo di essere una spugna. Penso di essere ipersensibile e sai perché? Perché spesso e volentieri mi carico del peso delle emozioni altrui, perché ci tengo alle persone e faccio di tutto per essere d’aiuto in qualche modo. Mi faccio coinvolgere facilmente, e difficilmente mi distacco. A volte dimentico di avere un’anima anche io, e forse è proprio questo il problema. Non do peso alle mie di emozioni, e accumulo, accumulo sino a quando il vaso trabocca e allora mi ritrovo davanti tutto in una volta. Il problema inizia qui. Perché ritrovo me stessa tutta in una volta. 

Sai cosa penso?

Sai cosa penso? Che scrivere fa bene.

La giornata è buia e il sole non si vede. Si respira aria di pioggia. Si respira aria di inverno. Si respira aria di rabbia e malinconia. Non sopporto la pioggia. Il mio umore cambia col tempo, col cielo, con la forma delle nuvole. Si respira di tristezza. Non lo senti? Il desiderio di stare lì, seduta, in un angolino della tua stanza a scrivere, scrivere, scrivere. Io ho una mia opinione sulla scrittura. È una necessità. È un riversare tante emozioni tutte in una volta e subito. E nel vuoto. Su qualcosa di inconsistente. E sai una cosa? Io amo scrivere ma non lo faccio spesso. Ti chiederai perché… beh credo che bisogna essere veramente arrabbiati, malinconici, tristi e tanto altro, ma anche strafelici. Quando si sta bene non si pensa a nulla, si sta dinanzi alla vita e non si fa altro che ammirarla. Quando non si sta bene si sente il bisogno di raccontarla questa vita, di chiedersi tutti i “come” ed i “perché” tralasciati per strada. Quando invece si va oltre la felicità, eh beh allora è diverso. Si sente quel desiderio grande di urlare al mondo quanto siamo contenti. 

Ogni tanto chiediti perché scrivi. 

Ogni tanto scrivi per capire cosa provi e che emozioni vivi. 

Non sempre siamo in grado di definire i contorni di questi stati d’animo.